Baldwin (01)

Si scrive solo di una cosa: della propria esperienza.

Questo è l’unico vero interesse dell’artista, ricreare dal disordine della vita quell’ordine che è l’arte.
Io non ho scritto sull’essere un negro tanto da aspettarmi che questo sia il mio unico tema, ma solo perché era la porta che dovevo aprire.
Non mi piace la gente a cui piaccio perché sono un negro; ne mi piace la gente che nello stesso caso fortuito vede un motivo per disprezzarmi.
Amo l’America più di ogni altro paese al mondo, e proprio per questa ragione rivendico il diritto di criticarla perennemente.
Credo di avere molte responsabilità, ma nessuna più grande di questa: durare, come dice Hemingway, e portare a termine il mio lavoro.

Questo mondo non è più bianco – James Baldwin

 

Morrison Baldwin
Toni Morrison and James Baldwin at the Schomburg Center for Research in Black Culture in Harlem, 1986.

Mi hai regalato una lingua da abitare.
Nessuno ha mai posseduto o abitato la lingua come hai fatto tu.
Tu hai reso l’inglese americano sincero, autenticamente internazionale.
L’hai spogliato di qualsiasi agio e falsa comodità, finta innocenza, evasione e ipocrisia.
Ti sei addentrato in quel territorio proibito e l’hai decolonizzato, e hai aperto i suoi cancelli ai neri, affinché nella tua scia potessimo entrare anche noi, occuparlo, riorganizzarlo così da farvi spazio per la nostra complicata passione.
Nelle tue mani, la lingua è tornata a essere bella.
Nelle tue mani abbiamo visto come doveva essere: né esangue né insanguinata, e tuttavia viva.

Toni Morrison – L’importanza delle parole

Baldwin (04)

America, it is not the Negro problem, it is your problem!
You’re the ‘nigger’, baby, it isn’t me (audiovideo – link)

Baldwin

Questo paese ignaro ti ha confinato in un ghetto.
Sarò più preciso, poiché è qui il nocciolo della questione, è qui l’origine della polemica mia con il mio paese: tu sei nato dove sei nato e hai di fronte a te il futuro che hai, perché sei un negro, per questa e per nessun’altra ragione.
Sei nato in una società che con chiarezza brutale, e in tutti i modi possibile, ha stabilito che sei un essere umano privo di ogni valore.

La prossima volta il fuoco – James Baldwin

 

Gridalo forte

Tutti avevano sempre detto che John, da grande, avrebbe fatto il predicatore, proprio come suo padre.
Lo avevano detto così spesso che John, senza nemmeno rifletterci sopra, era arrivato a esserne convinto anche lui.
Non cominciò a pensarci seriamente che la mattina del suo quattordicesimo compleanno, e allora era già troppo tardi.

Gridalo forte – James Baldwin

 

Giovanni

Cosa succede quando si ha paura di amare un’altra persona?
A questa domanda James Baldwin risponde con un romanzo.
L’immenso panorama delle relazioni umane, la capacità di amare se stessi e gli altri, il conflitto tra convenzioni sociali e libertà personale e la difficoltà di esprimere le molteplici sfaccettature dell’io.

Sono in piedi davanti alla finestra di questa grande casa nel sud della Francia mentre cala la notte, la notte che mi porterà al mattino più tremendo della mia vita …
Mi guardo riflesso nella luminosità che va oscurandosi
sui vetri …
Il mio è uno di quei volti visti mille volte.
I miei antenati conquistarono un continente facendosi strada attraverso pianure cariche di morti, finché non raggiunsero un oceano che si lasciava alle spalle l’Europa e guardava a un passato più oscuro.

La stanza di Giovanni – James Baldwin

 

Un altro mondo

Rufus Scott, il protagonista di Un altro mondo, è il cadavere nero che galleggia nella psiche della nazione.

James Baldwin

È sera nel Greenwich Village e Rufus Scott, batterista jazz nero, si aggira da giorni senza meta e senza scopo per le strade di New York, una città feroce divisa in due da un fiume: da una parte i neri di Harlem, dall’altra i bianchi, ricchi o poveri che siano.

Un altro mondo – James Baldwin

 

Se la strada potesse

Adesso posso dirlo, perché adesso lo so con certezza che la città non ci voleva bene.
Ci guardava come se fossimo delle zebre – e, sapete, a certi le zebre piacciono e a certi no. Nessuno però le vuole mai.
È vero che non ho visto molte altre città, ma scommetto che New York deve essere la più brutta e più sporca città del mondo.
Se c’è un posto peggiore vuol dire che è così vicino all’inferno da sentire l’odore della gente che frigge.
E, a pensarci bene, è proprio l’odore che c’è a New York d’estate.

Se la strada potesse parlare – James Baldwin

 

Cinema

 

03
I am not your negro (link – trailer)

 

Feltrinelli Baldwin
Inge Feltrinelli – I am not your negro (link – trailer)