Daniil Charms

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Io sono il creatore del mondo, e questa per me è la cosa più importante. […] In tutto ciò che faccio metto la consapevolezza di essere il creatore del mondo. […] Non mi interessa che uno stivale riesca comodo, solido e bello. Mi interessa che in esso ci sia lo stesso ordine che c’è in tutto il mondo; che l’ordine del mondo non abbia a soffrire, non sia contaminato dal contatto con il cuoio e con i chiodi, che, malgrado la forma di stivale, esso conservi la propria forma, resti quello che era, resti puro. E’ quella stessa purezza che permea tutte le arti. Quando scrivo versi, mi sembra che la cosa più importante non sia l’idea, non il contenuto né la forma, né il concetto nebuloso di ‘qualità’, bensì qualcosa di ancor più nebuloso e incomprensibile per l’ingegno razionalistico, ma comprensibile per me e, spero, per Lei, cara Klavdija Vasil’evna, e cioè: la purezza dell’ordine. Questa purezza è la stessa nel sole, nell’erba, nell’uomo e nei versi. L’arte vera appartiene alla categoria della realtà prima, crea il mondo e ne è il primo riflesso. Essa è senz’altro reale. […] Non si tratta più semplicemente di parole e pensieri scritti sulla carta, si tratta di una cosa reale quanto la boccetta di cristallo dell’inchiostro che sta dinanzi a me sul tavolo. Sento di poter gettar via dalla carta questi versi, e di poterli gettare contro la finestra, e che il vetro si romperà. Ecco cosa possono fare le parole! Ma d’altra parte, come possono essere deboli e misere quelle stesse parole! Io non leggo mai i giornali. E’ un mondo inventato, non creato. Sono soltanto dei miseri, logori caratteri tipografici su cattiva carta ruvida.

Daniil Charms – 13 ottobre 1933, lettera a Klavdija Vasil’evna

Se ti fanno osservare: “In quello che lei ha scritto c’è un errore”, tu rispondi: “Ciò che scrivo dà sempre questa impressione”.

Casi – Daniil Charms

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Frédéric Chopin, Ėmil’ Gilel’s – Uno scritto di Daniil Charms
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