Ray Bradbury

Ho uno schedario di idee e di storie non finite.
Se un racconto è rimasto fermo a metà per qualche motivo, lo infilo nello schedario.
Ci torno su in seguito, sfoglio i titoli e li studio tutti come se mi sottoponessi a un gigantesco test di Rorschach.
Aprire quello schedario è come essere un padre uccello che arriva con un verme: guardi in giù e vedi tutti quei piccoli becchi affamati, tutte quelle storie che attendono di essere finite, e dici loro:
chi di voi dev’essere nutrita?
Chi di voi ha bisogno di essere finita oggi?
E la storia che grida più forte, l’ idea che allunga di più il collo e spalanca la bocca, è quella che riceve il cibo.

Scrivere è la gioia e la pazzia più squisita della mia vita e non capisco gli scrittori per i quali scrivere è fatica.
Se dovessi faticare ci rinuncerei, perché lavorare non mi piace. Mi piace giocare.

ray bradbury – listen to the echoes

Bradbury draw

Io ho scritto solo un libro di fantascienza, Fahrenheit 451.
Il resto, i miei romanzi, i miei racconti, sono fantasy.
La fantasy racconta cose che non possono accadere.
La fantascienza racconta cose che possono, invece, accadere. La fantascienza è narrativa di idee.
Appena ti viene un’idea che cambia una qualche piccola parte del mondo, stai scrivendo fantascienza.
È sempre l’arte del possibile, mai dell’impossibile.

Fahrenh 451

Riempi loro i crani di dati non combustibili, imbottiscili di “fatti” al punto che non si possano più muovere tanto son pieni, ma sicuri d’essere “veramente bene informati”. Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi. Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia onde possano pescar con questi ami fatti ch’è meglio restino dove si trovano. Con ami simili, pescheranno la malinconia e la tristezza.

Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.

fahrenheit 451 – illustrazioni di ralph steadman

Non lo sapevo, ma stavo scrivendo un romanzo da quattro soldi – letteralmente.
Nella primavera del 1950 mi costò nove dollari e ottanta centesimi in spiccioli scrivere e terminare la prima bozza di
The Fireman, che in seguito divenne Fahrenheit 451.

Dal 1941 fino ad allora avevo battuto la gran parte dei miei lavori nei garage di famiglia. Dovevo assolutamente trovare un ufficio, ma non potevamo permettercelo.
Alla fine individuai la sala di dattilografia nel seminterrato della biblioteca dell’università della California, a Los Angeles.
Là, in file ordinate, c’erano una ventina di macchine da scrivere, vecchie Remington o Underwood, che si potevano noleggiare di mezz’ora in mezz’ora per dieci centesimi. Infilavi la moneta, l’orologio iniziava a ticchettare follemente e ti dovevi mettere a battere come un selvaggio, per finire prima che la tua mezz’ora di tempo svanisse.

Se non stavo investendo i miei spiccioli, o impazzendo quando la macchina da scrivere s’inceppava, girovagavo per i piani superiori.
Bighellonavo, innamorato perso, lungo i corridoi e gli scaffali, toccavo i libri, li tiravo fuori, sfogliavo le pagine, li rimettevo a posto, annegando in tutte le cose buone che costituiscono l’essenza delle biblioteche.

Un posto perfetto, per scrivere un romanzo sui roghi di libri nel futuro!

lo zen nell’arte di scrivere

Arte Zen

Leggi poesia ogni giorno della tua vita.
La poesia ti costringe a esercitare muscoli
troppo spesso inutilizzati.
La poesia espande i sensi,
li mantiene in condizioni ottimali.
Ti rende consapevole del tuo naso, del tuo occhio,
del tuo orecchio, della tua lingua, della tua mano.

Quali poesie leggere?
Qualsiasi cosa ti faccia drizzare i peli sulle braccia.
Non sforzarti troppo, inizia dalle cose semplici.
Nel corso degli anni puoi avvicinarti, affiancare e persino superare T. S. Eliot lungo la tua ricerca di altri pascoli. Dici di non capire Dylan Thomas? Sì, ma i tuoi gangli lo capiscono, e pure il tuo spirito segreto e tutti i tuoi figli mai nati.
Leggilo, così come i tuoi occhi riescono a leggere un cavallo selvaggio al galoppo, su un’infinita prateria in una giornata di vento.

50th anniversary (0)

The 50th Anniversary edition with a new introduction by Ray Bradbury.

Cosa si può dire di nuovo su Fahrenheit 451?
Ho scritto tre o quattro introduzioni negli ultimi 30 anni, cercando di spiegare da dove venisse il romanzo e come, alla fine, è arrivato …

ray bradbury

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