Ivan Turgenev

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 RaiRadio3 – Ad Alta Voce – Padri e figli

In autunno le beccacce frequentano spesso gli antichi giardini di tigli.
Da noi, nel governatorato di Orël, ce ne sono molti di questi giardini.
I nostri avi, quando sceglievano il luogo dove stabilirsi, immancabilmente riservavano un paio di desjatiny di buona terra per la coltivazione di frutteti attraversati da viali di tigli.
Nel giro di una cinquantina d’anni, sessanta tutt’al più, queste tenute, “i nidi dei nobili”, sono gradualmente scomparse dalla faccia della terra.
Le case sono marcite o sono state vendute per ottenere legname, gli annessi in pietra si sono ridotti a cumuli di macerie, i meli sono appassiti e sono stati utilizzati come legna da ardere, gli steccati e le siepi sono stati abbattuti.
Solo i tigli hanno continuato a prosperare come prima e adesso, circondati da campi arati, parlano alla nostra spensierata stirpe dei “defunti padri e fratelli”. Un tiglio così antico è un albero magnifico…
Persino l’ascia impietosa del contadino russo lo risparmia. Ha le foglie sottili, i rami possenti si stendono ampiamente su tutti i lati, sotto di essi c’è sempre ombra.

Memorie di un cacciatore – Ivan Sergeevič Turgenev