quel che resta del giorno

attraversare il disincanto
senza rinunciare allo sguardo sul mondo

Più che seguire una rotta prestabilita, il percorso di lettura ruota attorno a un tema che ritorna da un libro all’altro, ogni volta con forme e prospettive differenti.

È possibile dare un senso alla propria esistenza, sottraendola alla causalità delle circostanze e al puro determinismo della biologia?
Quale valore ha la storia dell’Io – ammesso che di un Io, di un soggetto autonomo, si possa oggi ancora parlare – nella storia universale della natura?
E che rapporto esiste fra gli eventi, per sempre scolpiti nel tempo, e il loro immodificabile racconto?
Luigi Reitani *

Il percorso si sviluppa a partire da queste domande.
I protagonisti di questi romanzi si confrontano, ciascuno a modo proprio, con un mondo che appare opaco, ostile e spesso imprevedibile.
Cercano un luogo da abitare, una relazione a cui affidarsi, una possibile dignità.
Talvolta resistono, talvolta si smarriscono; raramente trovano risposte definitive.
Attraversano così il disincanto cercando come costruire e ri-conoscere la propria identità: dare un senso alla propria esistenza nel rapporto con gli altri e con il mondo che li circonda.
Ogni romanzo pone una domanda che ritorna, trasformata, nel libro successivo; ogni nuova lettura aggiunge un tassello al mosaico che va componendosi.
Non si tratta di trovare un senso ultimo al mondo, ma di cercare un modo di abitarlo.
E forse, proprio quando le risposte definitive vengono meno, il prendersi cura — di sé, dell’altro, della memoria, di ciò che ancora resta — può diventare una possibile forma di r-esistenza.
Attraversare le zone d’ombra senza smettere di interrogarle, fino a scoprire in ciò che resta del giorno, inaspettatamente, un senso, una presenza, una relazione, una speranza.


* Nell’attimo decisivo. Thomas Bernhard, Autobiografia, introduzione a cura di Luigi Reitani, Adelphi, 2011